Laura Sacchini
Terapista - Channeler - Scrittrice

Corsi di crescita personale e formazione professionale.
Sedute individuali di Terapia cognitivo-comportamentale. Consulente di immagine.

MantraMahori nasce con l'intento di sostenere chi sceglie di camminare libero da paure e costrizioni sociali. Con l'Amore. Null'altro.

lunedì 21 maggio 2012

Qualcosa che è successo tempo fà...

QUALCOSA CHE E’ SUCCESSO TEMPO FA’…
Mi affaccio alla vita nuovamente, una volta ancora come una regina o come una fanciulla che no ha compromesso la sua esistenza d’amore.
L’amore batte, palpita ancora e ancora incessante e senza occuparsi dei miei profondi cambiamenti.
Chi guida tutto questo? Chi è che sente la mia voce silenziosa e si prende cura dei miei desideri e dei miei occhi? E delle mie volontà? Chi mi ascolta? C’è forse un Dio sopravvissuto alle mie lacrime, ai miei lamenti e che si vuole occupare di me?
Chi  stà lassù in alto nei cieli?
Colui a cui tanti rivolgono il proprio sguardo e le proprie preghiere?
Se fossi un monaco tibetano sarei certamente facilitata nel credo e nella fede ma, sono una donna, io sono me stessa, niente di più e nulla di meno.
Ma cos’è che stringe la nostra mano con forza a qualcosa perché abbiamo un bisogno incombente di aggrapparci con vigore ad una nuova speranza? Forse si chiama Amore? Forse Beatitudine? O forse Necessità poiché non c’è altra via d’uscita?
Potrei credere a tante cose a cui la mente vuole legare ma, io credo in  me stessa e in quella forza grande onnipotente e presente in me e che ogni tanto scompare e si nasconde e poi torna come un viaggiatore stanco e desideroso di pace.
I miei piedi viaggiano, camminano, scoprono nuove conquiste e consumano vecchie strade e vecchie scarpe che ormai non mi servono più.
A qui si aggiunge il mio destino: la terra sacra sulla quale tutti camminiamo.
Chi sei?
Sono una donna che ha cambiato diversi abiti, ha indossato nuove scarpe, ha cambiato i suoi capelli e ha deciso di intraprendere un Nuovo Inizio. Cambio, si cambia, modifico, ci si modifica, si percorrono strade pacifiste, nuovi corridoi senza sale d’aspetto, nuove case senza finestre serrate. Se gli alberi potessero parlare il linguaggio conosciuto agli umani racconterebbero loro le grandi avventure a cui sono stati resi partecipi.
La vita è una continua musica che proviene dritta dal cuore e, se io fossi quel monaco, avrei forse già compreso la grandezza dell’Oceano d’Amore che impervade, che riempie il mio destino…? O forse sarei ancora in continua crescita interiore poiché il gioco meraviglioso della Vita non mi permette mai di arrivare ad un termine ma mi lascia senza fiato ancora una volta, concedendomi di assaporare un altro calice d’oro per la mia evoluzione intima…
E allora ci si sdraia e si aspetta ancora, ancora un’altra isola di pace ed un mare calmo per poi ricominciare la beatitudine giornaliera e notturna aspettando un nuovo viaggio lassù dove spesso qualcuno si perde.
E ritorno ad essere un Dio che cammina calmo lungo il sentiero del guerriero risvegliato.
La vita si riaffaccia: e se qualcuno mi chiedesse: cos’è mai la vita?
E’ forse un tormento? Un gioco senza fatica o un dolore appena trascorso?
Un soffio di vento si riprende la mia attenzione: “stai attenta a non trascorrere il tuo tempo insieme a noi facendoti del male.”
I miei occhi si chiudono, le mie braccia si spalancano al cielo e respiro, respiro vorace quella magia, quella melodia, quell’atmosfera soave che mi accoglie, mi abbraccia, mi nutre e mi rende ancora viva.
Ci sono, esisto ancora, ancora su questo terreno fervido e fertile dove posso ancora seminare e condurre e plasmare e raccogliere poi il mio obiettivo.
Rendo fertile il mio deserto, lo nutro, lo lavoro come sò suonare l’arpa, delicatamente.
E’ tutto ancora salvo, ben protetto. In linea ancora con me stessa.
L’arrivo di qualcuno mi distoglie lo sguardo, lei proviene dal mare, lei è del mare.
Mi chiama, mi dice: “Mahori, qualcuno ha destato in te l’energia vitale con un forte soffio d’amore. L’amore non sfugge, non si cambia. L’erba cresce, si manifesta e così tuo Padre ti richiama a sé in un altro viaggio sulla Terra.”
Non ci voglio andare, non voglio tornarci, qui stò bene.
I passi calmi e silenziosi suoi mi vengono vicini, “Andiamo, io ti accompagno e seguo con te ogni cambiamento, seguo i tuoi spostamenti, non ti lascio sola. Sei pronta. La Terra aspetta un’altra energia li Luce che possa guarire le vecchie ferite della gente e curare i loro cuori, così le solitudini d’anima.” 
E se non volessi? Se ponessi resistenza alla mia Volontà Celeste?
Se non volessi scendere questa volta?
Ci sono grandi montagne di sale nella mia mente da spostare. Chi c’è che mi aspetta?
Non tradisco lo sguardo di mia Madre,  le dono tutta la mia turbolenza e le mie lacrime.
“Sono stati d’animo che passano questi, non c’è altra acqua per la quale dissetarsi Mahori. Questo è ciò che la tua anima domanda, ti spinge a portare a Casa ciò che è ancora dissolto nell’atmosfera terrena.”
Mi preparo a questo Grande Incontro con Loro.
La mia mano nella mano di mia Madre, i nostri passi lenti e poco incalzanti i miei. Gioco con le onde del mare, le scalcio e poi le ricerco bagnandomi ancora una volta i piedi.
Rallento il cammino e mi distraggo, guardo la sabbia bagnata che si appiccica sui piedi ed osservo le orme che lascio. Poi spariscono con un’altra onda. Niente rimane, soltanto il ricordo di lì.
Ecco pronto il Grande Consiglio: ecco pronta la mia prossima identità.
Sono tutti in cerchio, seduti attorno ad un grande fuoco…potesse bruciare e cancellare questo momento.
I Loro sguardi d’amore su di me, mia Madre si siede con me alla mia sinistra, mio Padre alla mia destra. Tutti seduti a terra con le gambe incrociate o quasi, forse non mia Madre.
La mia testa è china, i miei occhi nascosti o quasi ai Loro. C’è silenzio eppure, è come se suonasse una musica leggera, melodica. E’ giorno, c’è Luce.
Qualcuno incomincia a parlare, sollevo un po’ di più il volto, lo guardo ed ascolto.
Si tratta di un discorso armonioso ma non riguarda me: parla del Pianeta Terra e degli anni prossimi. Ma io che centro? Perché sono stata rapita dal mio Mondo?
Troppo silenzio dalla mia gola e troppe frasi nella mia mente. Si accorgono, lo sanno. Leggono dentro me e mi dicono di non trascurare la mia evoluzione terrena. C’è ancora una piccola traccia in sospeso in quel passato che io ormai non ricordo più o forse sì, se ho questa riluttanza ad invadere nuovamente il Pianeta Terra…?
Che memoria ho cancellato dentro me? Cosa non voglio che si ridesti ma che invece dorma per sempre? C’è un modo soltanto per scoprirlo: viverlo a grandi ritmi di memoria e di Terra poi.
Cosa mi spinge a restare ferma oggi? Mi ferma qui i piedi, sono pesanti, fanno fatica a spostarsi.
Io sono una donna, una donna che vive oggi una vita sul piano terreno ed interdimensionale. Resto legata alla Terra con fatica ma, ho conosciuto l’umiltà nei miei piedi ora. I miei passi sono sicuri e cammino guardando il Cielo.
Cosa mi aspettava sulla Terra lo stò ancora assaporando e riscoprendo.
Sono una donna che cammina senza età. Guardo il mio volto allo specchio e sono sempre io, mi accorgo che i tratti sono cambiati, il colore della mia pelle è diversa, così i miei capelli e le mie vesti. Sono ancora una donna. Sono ancora viva nel mio piano emozionale, la mia anima è con me e guardo il mio Cielo.
Mia Madre è con me, invisibile agli occhi umani ma, la sua forza, la sua energia è con me.
Mi parla e mi dice di stare calma: sono i tempi del Grande Cambiamento e poi il Tutto si manifesta e rende leggibile il Suo Volto. Presto sapremo, presto sapranno gli abitanti della Terra e presto le mie mani avranno ancora molto da lavorare.
Ma questo è un giorno di pace per me, di silenzio e di vagabondaggio e ripenso a quel monaco seduto su qualche roccia ai piedi del suo monastero.
Così ero, ma così sono ora.
I miei capelli sono ancora neri e i miei occhi ancora scuri.
Ma il paesaggio è diverso, non c’è mare e non c’è sabbia da scalciare.
Ci sono strade e strutture architettoniche vecchie e nuove, come se il passato incontra l’oggi.
Le mie mani portano ancora quel dono e i mie occhi ancora vedono.
Nessun cambiamento strutturale di anima. I nuovi cambiamenti sono al mio corpo.
Mahori vive dentro e con me ma mi chiamo Laura adesso.
Una nuova vita è già arrivata ed un’altra ancora stà solcando la mia strada.
Chi è? Io lo conosco, ne sono certa.
Ho già visto le sue mani, ho già incontrato quel suo modo di  fare che mi cattura e che mi spinge oltre, forse senza volerlo guardare.
I bimbi nascono per amore, hanno un condotto speciale loro. Nascono tutti uniti alla Mano di Dio e scendono sulla Terra spinti da un enorme flusso di Amore.
La vita è leggibile alle loro mani, loro ascoltano soltanto per un pochino di tempo poi emettono i loro primi segreti verbali e consolidano le loro mani alle proprie mamme.
Sono stata una mamma anch’io.
Sono diventata mamma in breve tempo quando ero una discendente della tribù degli Apache.
Sono diventata mamma una seconda volta in quella tribù e ho lasciato il mio canto di gioia ai loro sguardi ogni volta che si riflettevano in me.
 Ho visto crescere i loro anni e camminare  da soli su terre lontane e rientrare coraggiosi ed entusiaste per le loro conquiste.
I volti cambiano ancora ma le loro anime sono qui vicine a me pronte a rientrare sul piano evolutivo terreno e ricominciare da capo con la loro nuova mamma ed il loro nuovo papà.
Quali vizi e virtù darò a loro questa volta?
La vita è segreta ancora agli occhi dell’Uomo.
Tutto tace adesso ma ora non più.
Questo è l’attimo, il mio momento presente che cambia, si evolve e si rende manifesto come a voi queste righe.
Siate la Vita stessa ora e per sempre o…mai più.
Nell’infinito che si avvicina, chino la testa ed aspetto fiduciosa.
Namaste.



“La vita era diventata il mio libro preferito, il mio film da vedere, la storia più bella da raccontare. La vita è la droga più potente del mondo.”
(Il giorno in più di Fabio Volo)

“Ci sono momenti in cui la vita regala attimi di bellezza inattesa. Smetti di fare una cosa e ti accorgi che attorno a te è tutto perfetto, il dono di un Dio meno distratto”.
(Le prime luci del mattino di Fabio Volo)

“Alla donna che sono stata voglio bene. Anche se era fragile non è mai stata debole, anche se era stanca e sfinita non ha mai smesso di lottare. Ha saputo resistere. Alla donna che sono stata sento di dover riconoscere dei meriti, molti: il coraggio di sbagliare, la volontà di esserci, la responsabilità di scegliersi.”
(Le prime luci del mattino di Fabio Volo)